Nicea, un anniversario importante – Grazia Bellini

Nicea, un anniversario importante – Grazia Bellini

Abbiamo chiesto a Cristina Simonelli e a padre Bernardo Gianni di aiutarci  a riflettere su questo anniversario che segna una tappa iniziale e fondante nella vita della chiesa. 

All’inizio del IV secolo, la questione cristologica era diventata un “caso problematico del monoteismo cristiano” ed è stata importante anche dal punto di vista ecumenico, perché  è condivisa non solo dalle Chiese orientali, dalle Chiese ortodosse e dalla Chiesa cattolica, ma è comune anche alle comunità ecclesiali nate dalla Riforma. 

Molte le questioni affrontate, come anche la questione della disponibilità a trovare una data comune della Pasqua, problema già presente nelle prime comunità, e poi definita ulteriormente nell’adozione dei due diversi calendari gregoriano o giuliano.

Papa Francesco si era espresso a favore di questa ricerca di una data comune, così come anche i capi di altre Chiese cristiane. Il 1700° anniversario del Concilio di Nicea, che ricorre nel 2025, offre un’occasione speciale per riprendere questa tematica, tanto più che nel 2025 le Chiese in Oriente e in Occidente potranno nuovamente celebrare insieme la Pasqua nello stesso giorno, ovvero il 20 aprile.  Questo  anniversario  dunque appare come un’opportunità per intensificare gli sforzi verso una comune Pasqua cristiana. Oggi però la situazione richiede anche di tenere conto del legame con la  Pesah ebraica anche per l’importanza dell’Antico Testamento nella Liturgia della Parola nella celebrazione della veglia Pasquale.

Nella ricostruzione storica di questo Concilio che  è stato il primo concilio ecumenico cristiano, emergono anche situazioni di contesto e di esiti postconciliari che aiutano a non idealizzarlo. Fu convocato, e presieduto, dall’imperatore Costantino che voleva stabilizzare la situazione organizzativa e dogmatica all’interno delle comunità cristiane altrimenti divise e in discussioni continue, quindi con obiettivi prevalentemente politici.  Il tempo successivo al Concilio fu segnato da confusione e incertezza. Un amico di Gregorio, San Basilio, famoso vescovo di Cesarea, paragonò addirittura la situazione postconciliare a una battaglia navale notturna, in cui tutti si battono contro tutti, e osservò che, a seguito delle controversie conciliari, regnavano nella Chiesa “uno spaventoso disordine, una confusione” e “chiacchiere incessanti”. Oltre a questo, ci furono anche imposizioni violente per raggiungere l’adesione attesa.

E tuttavia, malgrado tutto ciò, di cui però è importante tenere conto per non costruire icone senza fondamento, questi vescovi riuniti a Nicea, 1700 anni fa, ci hanno lasciato documenti importanti ai quali anche oggi, per un dialogo ecumenico che sappia continuare a camminare, possiamo fare riferimento insieme con altre chiese. 

E’ un dono, arrivato per vie impervie, dolorose e che rimangono nel profondo misteriose.

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