13 Luglio 2025 – XV Domenica del Tempo Ordinario

13 Luglio 2025 – XV Domenica del Tempo Ordinario

Prima Lettura – Dal libro del Deuteronomio (Dt 30, 10-14)

Salmo 18

Seconda Lettura – Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Colossesi (Col 1, 15-20)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 25-37)


 

Vorrei innanzitutto situare i tre brani, per cogliere l’intenzione che li ispira e li unisce.

Il brano del Deuteronomio pare sia stato scritto durante l’esilio del popolo ebraico a Babilonia. Lì, lontano dalla terra e dai segni esterni della fede, la religione del rito e del libro si era fatta difficile. Ma il testo afferma con forza che non è necessario cercare Dio lontano: la sua parola è vicina, è «nel tuo cuore».

San Paolo scrive ai cristiani di Colossi, una piccola comunità esposta al rischio del fanatismo. Ricorda che Gesù è il principio di tutto, e che in lui tutte le cose trovano unità. Non siamo noi a portare Dio agli altri: Dio è già presente in ogni creatura.

Il Vangelo di Luca colpisce l’orgoglio religioso di chi pensa che il prossimo sia solo chi ci somiglia. Gesù rovescia tutto e pone al centro il ferito della strada. Non si parte da noi per definire chi accogliere, ma dal bisogno dell’altro, da chi è in attesa di salvezza.

Questo filo rosso unisce i brani e ci aiuta a leggere la condizione della fede oggi, in un tempo di “diaspora”.

Il popolo ebraico ha vissuto per secoli disperso, e anche la cristianità oggi non ha più riferimenti solidi. I maestri, i prontuari morali, i confessionali: tutto vacilla. C’è una sensazione di abbandono.

Ma questa non è una patologia: è la normalità evangelica. Le esperienze cristiane che si erano troppo legate a orgoglio di razza, patria o cultura hanno finito per rendere inascoltabile il Vangelo.

Non dimentichiamolo: molti popoli hanno conosciuto Cristo sotto la spada o con la violenza del colonialismo.

Da “Il Vangelo della Pace” – vol. 3, anno C

/ la_parola