22 Gennaio 2023 III DOMENICA TEMPO ORDINARIO

22 Gennaio 2023 III DOMENICA TEMPO ORDINARIO

22 Gennaio 2023 III  domenica T.O.

Prima Lettura Is 8, 23-9,3

Salmo Responsoriale: “Il Signore è mia luce e mia salvezza”

Seconda Lettura 1 Cor 1,10-13.17

Vangelo Mt 4, 12-23

C’è una tenebra che ci copre e non è stata per niente dissolta da Gesù. Essa è ancora attorno a noi. Io che vi parlo di resurrezione, quando ne parlo penso ai cimiteri in cui nessuno è risorto. La tenebra è tutto, devo tenerne conto. Una tenebra circonda la storia e le «magnifiche sorti e progressive» del genere umano, ormai sempre più evidentemente chiuse in una infinità di spazio e di tempo senza significati- È la tenebra di ora, di ieri, di sempre. In questa tenebra opaca e spessa, senza fratture, c’è un punto su cui poggiare per innalzare un arco di speranza, di attesa che si inabissa dall’altra parte, che è tenebra anch’essa. Non ci dimentichiamo che il nome di Dio, quando è pronunciato con fede, è insieme luce e tenebra e guai a chi lo considera luce in quanto è anche tenebra/ e guai a chi lo considera solo tenebra perché è anche luce. In Lui si posa la nostra speranza, che ci abilita a considerare come somma salvezza, che tutte le ricapitola, la salvezza dalla insignificanza, dall’essere come pula al vento. foglie secche sbattute ai piedi di una pianta secca. Siamo salvi nella speranza. Questa liberazione deve passare attraverso la rottura delle dipendenze. Una comunità cristiana è liberante se al suo interno non si riproducono le dipendenze da cui ci si è voluti liberare all’esterno. Purtroppo è questo quello che è avvenuto. Fra quelli che si dicono cristiani vedete quanti dicono: Io sono di Pietro, io sono di Lutero, io sono di Calvino! Gesù è venuto a liberarci da ogni dipendenza umana e abbiamo ristabilito le dipendenze. Coloro che
godono del vantaggio di queste dipendenze devono ricordarsi che il loro compito è di essere ministri delle coscienze, non punti di riferimento delle coscienze- Nel secondo brano di oggi si legge che Paolo a Corinto non è un riferimento ultimativo, è un servitore della comunità. Quando la comunità ha bisogno di autorità e si spacca perché ognuno sceglie la sua, abbiamo lo scisma. La storia cristiana è una storia di scismi perché essa si svolge dentro questa infermità globale: l’incapacità dell’uomo di agire nel mondo assumendosene in pieno la responsabilità. Questa è la parola che Gesù ci ha detto.

Da “Gli ultimi tempi” vol.1 anno A

 

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