24 Gennaio 2021 – TERZA DOMENICA TEMPO ORDINARIO – Anno B

24 Gennaio 2021 – TERZA DOMENICA TEMPO ORDINARIO – Anno B

24 Gennaio 2021 – TERZA DOMENICA TEMPO ORDINARIO – Anno B

 

PRIMA LETTURA: Gio 3, 1-5. 10    SALMO: 24/25    SECONDA LETTURA: 1 Cor 7, 29-31

VANGELO: Me l, 14-20

 

… Noi viviamo in un mondo dove c'è un diritto proclamato da tutte le genti. Tuttavia ci chiediamo se questa nostra convinzione che il diritto internazionale difende la pace – quindi darsi da fare per realizzarlo vuol dire voler la pace – non faccia da copertura ad una situazione profondamente, strutturalmente ingiusta. Quando io vedo questo sfoggio straordinario di potenza, di sprechi enormi di capitali che si fanno, non posso non pensare che il mondo che si muove mostrando i muscoli d'acciaio è un mondo di benessere con sotto l'immenso mondo della fame. Voi lo sapete che cosa è il diritto internazionale? Visto da qui, io lo vedo bene, chiaro. Ma se lo vedessi da una città dove i bambini muoiono cosa è il diritto internazionale? Noi crediamo che le nostre verità siano vere per tutti. Lo sono formalmente, ma perché non ci preoccupiamo di renderle reali queste verità per tutte le creature? Se non facciamo questo ci capita, come ai Farisei, di attaccarci alle maniche le filatterie del diritto e, come dice il Vangelo, mettere sugli altri un giogo che noi non sosteniamo nemmeno con un dito. Questa è la complicità contestuale nel nostro tempo senza andare a guardare il passato. Questo è un altro principio della coscienza cosmopolitica che non è solo sentimentalmente per la pace, ma attraversa le implicazioni di questa volontà ferma e categorica. Che mondo del benessere sia impaurito è giusto, gli sta bene perché ciò che avviene rientra perfettamente, quasi con dimostrabilità anagrafica, dentro la sua logica. Il petrolio che dilaga nel golfo è l'oro, è proprio la sorgente prima della sua grandezza. Questo segno apocalittico leggiamolo bene. Tutto questo la coscienza cosmopolitica non lo dice per annebbiare il tutto. Certo c'è un dovere profondo, quello di ristabilire la giustizia e di questo dobbiamo essere tutti promotori in ogni modo senza mai equiparare il prepotente alla vittima però stando fermi ad un principio che sembra assurdo per i detentori del mondo dominante: non si realizza la giustizia attraverso la violenza. Ogni altro mezzo dobbiamo trovare, a costo di dover usare pazienza per anni, pur di non entrare in questa logica entrati nella quale ne siamo divorati, perché la sicurezza nostra e quella dell'avversario sono una stessa sicurezza. Questo è un principio riaffermato solennemente tante volte nelle assisi internazionali prima che venisse la catastrofe. Oggi è dimenticato. Non si è mai sicuri contro qualcuno ma con lui. Questo è un altro principio di fondo la coscienza cosmopolitica.  Ecco dunque – riprendo adesso contatto con la parole che abbiamo ascoltato – la predica che Giona deve fare a Ninive oggi: «O ci convertiremo o moriremo». Il tempo è breve. Lo dico senza nessuna collera interiore ma con sofferenza, convinto che ciascuno deve farsi responsabile di questa conversione, che deve crescere senza abbattersi perché in questo processo ci sono smarrimenti, esagerazioni puntualmente indicate e messe in prima pagina. Sappiamo che la cultura dominante non è su questa linea, però dobbiamo andare avanti senza fare, come ci accusano, dell'evangelismo puro, ma basando i nostri pronunciamenti su questa lettura del tempo che ci dice in modo perentorio che il tempo è breve. Mi veniva in mente, mentre leggevo queste righe della Scrittura, il monito che trentacinque anni fa ci venne da Einstein. Sono parole che spesso ripeto e sono la traduzione laica e insieme profetica delle parole di Paolo: «Quelli che hanno moglie, quelli che piangono, quelli che godono siano come se non avessero moglie, se non piangessero, se non godessero perché c'è un altro imperativo che deve premere». Nel chiudere il suo messaggio di pace Einstein diceva: «Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani. Ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto (il resto è aver moglie, essere italiani, essere occidentali … ). Dimenticate tutto il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo paradiso altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale». Sono il commento più preciso a ciò che abbiamo detto e vorrei che queste parole vi rimanessero nell'anima.

 

                                                                                     Ernesto Balducci – da: “Gli ultimi tempi” – vol. 2

 

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