27 Agosto 2023 XXI Domenica T.O.

27 Agosto 2023 XXI Domenica T.O.

27 Agosto 2023 XXI Domenica T.O.

prima lettura: Is 22, 19-23;
Salmo 137;
Seconda lettura: Rm, 11, 33-36;

Dal Vangelo secondo Matteo: 16, 13-20

 

Amare significa inscriverci nello spazio magnetico in cui certe cose si
capiscono. Chi ha vissuto sacrificandosi per un altro anche se dice
che è un ateo, non lo prendete sul serio. Lo sarà perché ha negato il
Dio carnale che noi gli abbiamo rappresentato, ma quanti atei sono
meravigliosi cristiani perché hanno negato il Dio carnale delle nostre
organizzazioni! Senza volerlo e saperlo hanno reso onore a Dio, Dio
non è carnale, non è la superpotenza. Allora ci impediamo di
giudicare gli uomini, non per carità ma per obiettività, perché siamo
stati resi consapevoli di una verità che ci impedisce di giudicare gli
uomini e di prendere la parola sul loro ultimo destino che è nella
sapienza di Dio. Se poi applichiamo queste categorie all’interno del
mondo della Chiesa il discorso si fa più severo. E chiaro che chi parla
di fede cristiana ha la premura che essa non diventi carnale, non
diventi motivo di potere, perché questo è un male in assoluto. Se
coloro che usano le parole di Cristo se ne servono per giustificare il
potere secondo la carne io potrei dire con il Vangelo: «Vai indietro,
Satana!», perché Satana è l’emblema di questa falsificazione del
disegno di Dio. Satana non bestemmia, Satana prega, se bestemmia si
scopre. E soprattutto dove si prega, dove si parla di Dio che Satana si
insedia, perché tutti i valori che alludono al disegno di Dio si
trasmutino nell’opposto. Chi ha orecchi da intendere, intenda! Siamo,
così, collocati nel solco profondo dove la correlazione tra l’uomo e il
Dio di Gesù Cristo diventa straordinariamente ricca, anche
consolante, perché ci dà occhi di gioia nei momenti in cui abbiamo
ragione umana di essere allegri, e in momenti in cui avremmo razione
umana di essere disperati. Da questo profondo nascono le uniche
consolazioni su cui nulla l’uomo può. Certo avete visto, perché sono
segni che vanno custoditi in quell’archivio che è la memoria, persone
che avel
,ano ragione di essere disperate ed erano straordinariamente
serene. C’è dell’altro nell’uomo, cioè c’è questo mistero del Signore.
Allora dobbiamo disporci a vivere la nostra vita con questo senso
della Provvidenza del Siznore: siamo dentro una Provvidenza di Dio.
Questa Provvidenza è libera dalla pesantezza carnale,
dall’utilizzazione egoistica ed ideologica in cui è stata degradata.
Ogni tanto — mi sia permesso dirlo nel chiudere — anche
osservando la pagina mobile della storia, vediamo che questo si
avvera. Quante sicurezze costruite con faticose ricerche e con
mobilitazioni di istituzioni all’improvviso cadono nello spazio di un
mattino e quante novità che non supponevamo emergono anche sulla
pagina della storia umana che non è certo sempre così trasparente,
posta di fronte al mistero di Dio. Anche questo ci dice che dobbiamo
essere disponibili al gioco dell’esistenza. Non dobbiamo mai essere
rigidi, perché Dio — lo meditammo qualche domenica fa — non è
nel tuono, non è nel terremoto, ma è nella brezza, nel soffio che
appena si sente. Siamo disponibili a questo soffio tenue, perché c’è
più potenza di Dio nel soffio tenue che nel terremoto. Essere pronti a
questo dialogo è ciò che ci viene chiesto sostanzialmente dal
Vangelo. Con questa certezza, devo dire che allora la presenza di Dio
è straordinaria in questo mondo, molto più di quanto non pensiamo.
Anche quelli che non sanno il suo nome ci vivono e vivono fedeli a
questa sapienza. E un motivo di consolazione a cui spesso abbiamo
bisogno di ricorrere.
Da “Gli ultimi tempi” vol.1 anno A

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