31 Gennaio 2021 – 4° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – Anno B

31 Gennaio 2021 – 4° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – Anno B

31 Gennaio 2021 – 4° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – Anno B

 

Ovunque un uomo è disprezzato, Dio lì ha le sue tende, di sicuro. Un cristiano non può avere nessun dubbio. Le tende di Dio sono nelle zone in cui si accumula il disprezzo che viene evaporato dal potere di questo mondo.

 

PRIMA LETTURA: Dt 18, 15-20     SALMO:  94/95      SECONDA LETTURA:  1 Cor 7, 32-35    VANGELO: Mc 1, 21-28

 

Ritornare al principio che l'esistenza è veramente umana solo se abbandona la fiducia nella violenza è fondamentale perché significa convertirci, scoprire Dio, ma noi abbiamo paura di questa scoperta. Riferendosi a quando vide Dio sull'Oreb, Mosè dice che Dio non si può vedere di faccia: «Che non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco perché non muoia». Noi sentiamo dentro noi stessi questa paura. Ma superiamo questa paura quando accettiamo la parola che viene dal fratello Gesù, da questo profeta, uomo fra gli uomini. Anche su questo abbiamo mistificato tanto. Ci siamo sforzati in mille modi per dimenticare che Gesù è sì Dio, ma è un uomo fra gli uomini. Abbiamo fatto di tutto per fame un taumaturgo, un grande sapiente, un fondatore di religione, invece Egli è un uomo fra gli uomini, in tutto simile a noi come dice la Scrittura. Solo assimilandoci all'uomo Gesù di Nazareth, noi ritroviamo la via giusta lungo la quale non ci infastidiscono più quelli che contrappongono l'ateismo e la fede, perché la vera via della fede è quella che ci conduce all'uomo diverso, al disprezzato. Ovunque un uomo è disprezzato, Dio lì ha le sue tende, di sicuro. Un cristiano non può avere nessun dubbio. Le tende di Dio sono nelle zone in cui si accumula il disprezzo che viene evaporato dal potere di questo mondo. Datemi una nazione potente e vi mostrerò che attorno essa non fa che secernere disprezzo. Dobbiamo sottrarci a questa costruzione immonda, riprendere il filo dell'incontro con i fratelli tanto più che poi, d'ora in avanti, i nostri confronti pubblici avverranno sempre di più con i diversi, con i lontani, con quelli che portano fino nel modo di vivere la traccia del nostro secolare disprezzo. Noi non li comprendiamo e non comprendendoli non sappiamo chi è Dio. Questo fatto della consustanzialità tra il mistero di Dio e il mistero dell'uomo, per cui se non mi apro al mistero dell'uomo non capisco l'altro mistero, è il messaggio del Vangelo, che poi è l'attesa dell'uomo perché l'uomo ha bisogno di liberarsi. Certo questa liberazione è accompagnata da una rovina. Dove io metto un segno positivo questa mano misteriosa traccia un segno negativo, dove io metto il segno negativo questa mano misteriosa traccia il segno positivo quindi è una rovina. Ma chi non accetta questa rovina, chi non si abbandona a questa rovina diventa succube delle potenze di questo mondo che si orpellano di sicurezza, di evidenza razionale, ma che in realtà giustificano il comportamento micidiale dell'uomo verso l'uomo e verso la terra. Ormai tutta la terra è contaminata da questo spirito immondo che ci possiede e che porta a difenderci da Gesù Cristo. Potremmo anche tracciare tutta la storia del cristianesimo per dimostrare che esso non è stato che una prolungata organizzazione per difendersi da Gesù, in tutti i modi, facendo di Lui un dolce personaggio, un Sacro Cuore, un elemento della vita interiore … ; tutto fuori che questa punta affilata, questa spada che ci penetra dentro. Anche le teologie spesso non sono che un modo di difendersi da Lui, da questa rovina che si introduce dentro di noi. Questo volevo dirvi dando sfogo ad una mia tribolazione interiore. Siamo tutti nella tribolazione, ma fa molto effetto vedere come la menzogna occupa tutto. Allora dobbiamo ritrovare le parole primordiali per non lasciarci accalappiare dal male, dallo spirito immondo. Io considero questo desiderio di pace come il segno di un bisogno di convertirsi, che non riguarda più soltanto la circostanza precisa politico/militare che oggi ci mette in disperazione, riguarda più globalmente il nostro modo di esistere. Il tempo opportuno è questo, perché ci accorgiamo che o facciamo così o la terra sarà inabitabile, verranno verso di noi le nubi che oscureranno il cielo, non potremo più respirare perché questa sapienza demoniaca avvelena la terra, contamina i mari. Dobbiamo liberarci da questa menzogna.

 

Ernesto Balducci – da: “Gli ultimi tempi” – vol. 2

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