Astensionismo  – di Allaman Allamani

Astensionismo  – di Allaman Allamani

A partire dalle elezioni del 1976 l’affluenza alle consultazioni parlamentari italiane, che allora era pari al 93,4%, ha subito un progressivo e  continuo calo che l’ha portata all’80,5% del 2008, al 72,9% del 2018 e al 63,8% delle ultime nostre elezioni politiche del 25 settembre 2022 (https://www.openpolis.it/lastensionismo-e-il-partito-del-non-voto/).  In altri termini, l’astensionismo è passato dal 6,6% del 1976, al 26,1% del 2018 e a ben il 36,2% del 2022.

Quali sono le ragioni di tale ridotta partecipazione? Ne vengono date varie spiegazioni. Tra esse, la crescente apatia e disinteresse nei confronti della politica; l’astensionismo da protesta (https://catania.liveuniversity.it/2022/09/19/elezioni-25-settembre-astensionismo-giovani/); il decadimento del dibattito pubblico con la trasformazione della politica da scontro di ideali e valori a confronti troppo personalizzati (https://www.lavoce.info/archives/98157/lastensionismo-ha-radici-economiche/).

la sfiducia nella  capacità delle istituzioni politiche di affrontare disuguaglianze e ingiustizie; la opposizione alla NATO oppure ai vaccini (https://www.infodata.ilsole24ore.com/2022/09/28/ecco-perche-un-italiano-su-tre-ha-scelto-lastensione/?refresh_ce=1); senza però dimenticare alcuni milioni di cittadini appartenenti alla categoria dei fuori sede che, visti gli scarsi aiuti, rinunciano a tornare a casa per votare (https://www.open.online/2022/08/24/elezioni-politiche-2022-astensione-giovani/).

Più in generale il rapporto con la politica risulta sempre più improntato alla  fluidità e a un minore attaccamento a partiti e ideologie. Un esempio ne può essere la nascita e la fine del movimento delle Sardine bolognesi, le quali nel  2019 raccolsero improvvisamente migliaia di ragazzi in piazza Maggiore a Bologna per contrastare un evento leghista, e che nei mesi seguenti sono quasi scomparse dalla scena politica.

D’altro lato osserviamo altri processi in cui la partecipazione è alta. È il caso dei Fridays for Future, con le folle di giovani raccolti  in Italia e in quasi ogni angolo del mondo dall’attivista svedese Greta Thunberg,  sul tema del cambiamento climatico.  Ed è soprattutto il caso della partecipazione al sociale, che tanto mobilita giovani e anziani in attività rivolte agli svantaggiati e ai migranti. Secondo un sondaggio di Eurobarometroil 58% dei giovani italiani aveva fatto parte di una o più organizzazioni giovanili negli ultimi 12 mesi (https://www.open.online/2022/08/24/elezioni-politiche-2022-astensione-giovani/).

E’ possibile che i partiti che accogliessero chiaramente queste istanze avrebbero maggior riscontro alle urne.

Avrebbe qualche senso paragonare la bassa partecipazione nel giorno delle elezioni alla ridotta presenza alla messa? In ambedue i casi si tratta di un allontanamento dai “credo” – la politica da un lato, la religione dall’altro.

Riguardo la frequenza la messa, che è un indicatore di appartenenza alla religione cristiana, i dati temporali raccontano anche qui  di una decisa caduta che non pare aver fine. Così, nel 2001 non andava mai in Chiesa il 16% degli italiani, mentre il 36% ci andava almeno una volta la settimana; nel 2010  le percentuali erano rispettivamente 19% e 32%;  e nel  2020, 29% e 21%  (https://italiaindati.com/le-religioni-in-italia/).  

La richiesta spirituale non pare peraltro essersi mai fermata e si ripropone pure oggi, anche tra le nuove generazioni, sotto forma di ricerca di saggezza e di senso. È infatti crescente il ricorso a varie forme di spiritualità, orientate alla presenza mentale, al rilassamento profondo, alla respirazione, alla recita di mantra, alla meditazione. Esse si rifanno spesso alle tradizioni orientali, anche se si hanno chiari parallelismi nel mondo cristiano, e inoltre in percorsi non religiosi, quali quelli di Alcolisti Anonimi e dei Dodici Passi. Si tratta di uno spostamento dalla dimensione teologica e dogmatica alla dimensione della esperienza dello spirituale, e del vissuto cristiano – così come possiamo concepirlo (Axel Bayer, Meditazione,  Appunti di Viaggio, 2017).

In questo senso la minore affluenza alla messa (inclusa la diminuzione delle vocazioni), e il contemporaneo aumento di frequenza ad altri luoghi dello spirito – così come la riduzione di affluenza alle urne e la crescente partecipazione alle manifestazioni per il clima e alle organizzazioni umanitarie per l’aiuto agli indigenti e agli “invisibili”, quali gli immigrati e i senza casa –  possono forse  essere considerati uno dei segni della “svolta antropologica” e di una nuova speranza per l’accrescimento della nostra fede e il miglioramento delle nostre azioni nella politica e nella società.

 

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