Ernesto Balducci, L’altro Un orizzonte profetico, Gabrielli Editori, San Pietro in Cariano (Verona), 2025

Ernesto Balducci, L’altro Un orizzonte profetico, Gabrielli Editori, San Pietro in Cariano (Verona), 2025

L’opera postuma e incompiuta di Padre Balducci è arrivata a questa quarta edizione particolarmente interessante grazie all’introduzione e alla cura di Pietro Domenico Giovannoni e alle tre postfazioni rispettivamente di Cristina Simonelli, Mohamed Bamoshmoosh ed Enrico Finzi.

Il libro raccoglie le trascrizioni di alcune conferenze tenute a Roma dal sacerdote scolopio tra la fine del 1991 e il febbraio del 1992, ovvero negli ultimi mesi della sua vita che si sarebbe interrotta bruscamente a causa del tragico incidente automobilistico dell’aprile 1992 avvenuto nei pressi di Faenza. 

Il testo, suddiviso in paragrafi anche abbastanza brevi, è molto profondo e spazia dalla sociologia, alla filosofia, alla teologia, ai ricordi personali di quando era bambino a Santa Fiora. Alcuni passaggi non sono di comprensione immediata ma la fluidità dell’esposizione dell’autore è sostenuta, sin dalle prime pagine, dalle preziose e puntuali note a margine di Giovannoni. 

Il tema-chiave, ovvero l’Altro, è declinato nel ventaglio più ampio possibile: alle soglie del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America a Balducci interessava analizzare a lungo il rapporto tra colonizzatori e colonizzati che gli stava particolarmente a cuore “(…) per comprendere la traiettoria di un passaggio epocale che egli intende affrontare senza paure, affidandosi alla forza della ragione critica (…)”, come sottolinea Giovannoni a p. 16.

Le conferenze di Balducci sono quattro e ognuna affronta il tema dell’Altro con declinazioni diverse: la prima lo introduce dal punto di vista storico, la seconda invece contiene il nucleo più teorico facendo propria la massima di Buber secondo la quale “l’uomo d’oggi è un uomo senza casa”, mentre la terza è di natura cristologica poiché “Cristo è per tutti gli uomini la transizione all’Altro” (p. 23). L’ultima conferenza esamina, infine, il tema dell’Altro che è in noi. 

Le riflessioni di Balducci, ricchissime di citazioni, appaiono incredibilmente fresche nonostante siano state pensate più di trent’anni fa. Uno dei tanti passaggi profetici è quello sul destino dell’Europa: (…) l’Europa è costretta a confrontarsi finalmente con l’Altro, e non più con il piglio dell’aggressività, non più con la tracotanza sacra o laica dei conquistadores del ‘500, ma in un atteggiamento di rispetto e di attesa, nella convinzione che il futuro dell’umanità passa attraverso l’accoglimento dei doni che le culture sommerse o rimosse sono in grado di portare al destino comune del genere umano” (p. 39).

E questa costante sensibilità viene ribadita anche verso la fine del libro: “Noi siamo chiamati, da una pressante necessità della stessa sopravvivenza del genere umano, a sperimentare una forma di amore che arrivi fino ad assumersi addosso il destino degli Altri.” (p. 102)

Giovanna Checchi

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