Francesco Spera, Mondadori, Milano, 2025. € 22

Francesco Spera, Mondadori, Milano, 2025. € 22

Questo è un libro felice, che trasmette speranza. Papa Francesco l’ha redatto con l’aiuto di Carlo Musso a partire dal 2019, e si sarebbe dovuto pubblicare come un lascito alla sua morte; ma il nuovo Giubileo del 2025 e le esigenze del tempo hanno risolto Bergoglio a diffondere prima questa sua storia, che origina dalla miracolosa non-partenza dei nonni di Francesco – lui piemontese, lei ligure – che scamparono così al naufragio del piroscafo Mafalda del 1927, salendo due anni dopo sulla nave che li portò invece nella speranza e nell’adempimento di una vita migliore in Argentina. I capitoli del volume si snodano con chiara semplicità, denunciando le bellezze ma anche le atrocità del mondo, e a volte nei titoli e nei contenuti si associano a significativi passi della Bibbia. 

Francesco, nato nel dicembre del 1936, cresciuto in un barrio di Buenos Aires in una cara famiglia e in un quartiere con tanti diversi personaggi raccontati con simpatia, è ordinato sacerdote nel dicembre 1969, e diviene papa nel marzo del 2013. Il libro narra di città e paesi percorsi durante tutta la sua vita, e tantissime sono le persone rammentate nel testo scritto e attraverso molte fotografie.  Tra le più penetranti di queste ricordo quella che rappresenta il papa in cammino verso la chiesa di San Marcello in una Roma deserta per la pandemia; la sua visita a piedi scalzi nella dimora dell’ayatollah sciita Al- Sistani In Iraq; e il suo stendersi ai piedi dei leader del Sud Sudan per implorare la pace. Se Francesco onora la buona tradizione su cui si è costruita la sua esistenza, lo è secondo l’affermazione del compositore Gustav Mahler che “la tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco”.  

La sua vita ha avuto il suo compimento il lunedì di Pasqua, il 26 aprile di questo 2025. Riporto la bella conclusione del retro della copertina del libro: “Un’autobiografia non è la nostra letteratura privata, piuttosto la nostra sacca da viaggio. E la memoria non è solo ciò che ricordiamo, ma ciò che ci circonda. Non parla unicamente di quello che è stato, ma di quello che sarà. Sembra ieri, invece è domani. Tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera. Alla fine, diremo solo: non ricordo niente in cui non ci sei Tu”.

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