INCONTRARE L’ALTRO: LA PACE INIZIA DALLO SGUARDO – di Giovanna Checchi
Nel pomeriggio del 17 aprile scorso, presso la Badia Fiesolana, si è tenuto un incontro molto interessante su uno dei temi più cari a Padre Balducci e, di conseguenza, della Fondazione Balducci: la pace.
Gli ospiti che sono intervenuti sono stati numerosi e ognuno, con il proprio intervento, ha dato un contributo importante in base alla propria specifica esperienza. Introdotti dalla Presidente della Fondazione Balducci, Grazia Bellini, si sono succeduti rispettivamente: il Vescovo di Fiesole Monsignor Stefano Manetti, il Segretario generale dell’Istituto Universitario Europeo Professor Armando Barucco, la Sindaca di Fiesole Cristina Scaletti, l’europarlamentare Marco Tarquinio, la teologa Rosanna Virgili e la storica Anna Scattigno.
Il Vescovo Manetti ha voluto sottolineare sia la visione profetica di Padre Balducci sia il mutamento della percezione umana che si è venuta a creare dopo il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945. Un’alterazione della fiducia dell’uomo nell’uomo che ha portato anche alle guerre attuali. Infine, ha voluto ricordare tutte le vittime delle guerre, con una particolare attenzione ai bambini.
Il Professor Armando Barucco ha raccontato la sua esperienza di diplomatico, in giro per il mondo per ben trentacinque anni, in cui ha avuto continuamente incontri con “l’altro”. Ha voluto ricordare la sua esperienza in Sudan e ha citato alcuni testi da leggere o rileggere con attenzione per comprendere meglio come nascano i conflitti (Roberto Toscano, Il volto del nemico, Guerini e associati, 2000 e, ovviamente, Il principe di Machiavelli, che nonostante sia stato scritto tra il 1513 e il 1514 è ancora attualissimo).
La sindaca Cristina Scaletti ha voluto ricordare uno dei messaggi contenuti nel libro L’uomo planetario di Padre Balducci ovvero che guardare l’altro vuol dire vederlo, che dobbiamo aprirci sempre di più a una comunità plurale e non dobbiamo cadere nella tentazione di classificare le persone nelle due categorie opposte di “amico” e “nemico”. Ha portato come esempio il corpo umano e le infinite relazioni che esistono tra gli organi e tra le cellule. Come le cellule devono comunicare tra loro, così anche noi dobbiamo parlare, scambiare idee e informazioni con tutti, concludendo che la malattia della società attuale è non sapere entrare in contatto con “l’altro”.
Marco Tarquinio, ex Direttore di Avvenire, ha sottolineato come la professione di giornalista l’abbia portato ad entrare in relazione con coloro che si fidavano di lui. Ha poi parlato della sua attuale esperienza di europarlamentare e di come l’Unione Europea sia, di fatto, un’espressione di alterità composta, una Babele ordinata dove, pur parlando ventitré lingue diverse, si arriva sempre a comprendersi. Ha accennato, inoltre, al numero esorbitante di guerre in corso e al silenzio che c’è su alcuni di questi conflitti. Ha voluto ricordare il dramma del Sudan, la violenza sui corpi delle donne e ha concluso con un affettuoso ricordo di Padre Balducci conosciuto ad Assisi.
La teologa Rosanna Virgili ha voluto ricordare quali sono e sono stati i genocidi e ha sostenuto che abbiamo fame di pace. Ha ricordato cosa dicesse Padre Balducci sulla nascita del nostro Occidente e di come noi occidentali spesso abbiamo rimosso “l’altro”, basti pensare alla rimozione collettiva dell’uccisione di circa settanta milioni di indios in seguito alla scoperta dell’America.
La storica Anna Scattigno è partita dal concetto di ospitalità per arrivare ai concetti di cura del mondo e di dono che sono stati approfonditamente indagati da una filosofa che ha insegnato all’Università di Firenze: Elena Pulcini (1950-2021), che pubblicò nel 2009, per Bollati Boringhieri, un saggio intitolato La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale.
Il pomeriggio si è concluso con la premiazione della Dottoressa Alessandra Carganico che si è aggiudicata il Premio La Pace 2026, bandito dalla Fondazione Balducci, per la sua brillante tesi intitolata Voce di dissidenza: la letteratura come veicolo di trasformazione sociale sull’opera della psichiatra e scrittrice egiziana, nota per il suo impegno femminista, Nawal Al-Sa’Dawi.
La motivazione dell’assegnazione del premio è stata letta da Emanuele Pellicanò, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Balducci, ed è stata seguita dall’intervento della premiata.
Poi la parola è stata data alla Dottoressa Martina Caslini, vincitrice dello stesso premio ma nell’anno 2022, che ha concluso la sessione degli interventi raccontando la propria esperienza professionale.
Infine, nel chiostro della Badia Fiesolana si sono esibiti l’attore Massimo Tarducci, che ha letto alcuni brani scritti da Padre Balducci, e il coro “Animae voces”.
Chi volesse riascoltare tutti gli interventi può farlo cercando su Youtube il video della durata di 2.20.54 intitolato Incontrare l’altro: la pace inizia dallo sguardo.