Pietro Domenico Giovannoni <>. Ernesto Balducci e la pace alle soglie del terzo millennio (1971 -1981)

Pietro Domenico Giovannoni <>. Ernesto Balducci e la pace alle soglie del terzo millennio (1971 -1981)

Pietro Domenico Giovannoni <<Io amo il futuro>>. Ernesto Balducci e la pace alle soglie del terzo millennio (1971 -1981).

 

Un volume nuovo e originale, su un tema assolutamente centrale per comprendere Balducci, che si avvale di un’ampia ricerca nell’archivio Balducci e di una vastissima lettura degli scritti sia su <<Testimonianze>> che in molte altre riviste e pubblicazioni. Infatti Giovannoni, attraverso lo studio del tema della pace, offre un ampio profilo culturale dell’autore, con un’analisi delle sue letture, in rapporto con la storia contemporanea, così come dei dibattiti religiosi, teologici, culturali e politici, sia italiani che internazionali che influenzavano le sue scelte. La prospettiva è quella del rapporto Chiesa-modernità nel rapporto con la società.

Efficacemente l’autore all’inizio del volume presenta un brano del 1951 nel quale Balducci riproponeva la tesi classica della <<guerra giusta>>, con l’obbedienza ai governanti, testo che poi viene posto a confronto con le tesi esposte nella sua ultima conferenza, prima dell’incidente mortale del 1992, Addio alle armi, nella quale proponeva la cultura della non violenza come una necessità evolutiva della specie umana.

Il volume ripercorre un itinerario in parte già noto, dagli anni Cinquanta e Sessanta come uno dei più autorevoli collaboratori di La Pira, nel sostegno agli operai per evitare la chiusura delle fabbriche e nell’impegno nei Convegni per la pace e la civiltà cristiana e poi nel dibattito sull’obiezione di coscienza e sulla pace nel quale Firenze era protagonista, con le posizioni e i processi che riguardavano La Pira, Balducci, Milani, mentre le riviste <<Testimonianze>>, <<Cultura>> e <<Politica>> appoggiavano con forza le loro posizioni. Il rapporto stretto con La Pira era il motivo principale poi del suo allontanamento da Firenze.

Ma proprio il suo allontanamento a Roma gli permetteva di seguire da vicino il dibattito conciliare e di approfondirne le linee teologiche ed ecclesiologiche nei suoi scritti e nella sua rivista.

Dal Sessantotto ai primi anni Settanta Balducci matura una svolta nella sua riflessione. Pubblica due libri importanti La Chiesa come eucaristia e Servi inutili, che sono ancora molto attuali. Ma, difronte alle riforme conciliari che non venivano attuate, abbandona la speranza di una riforma della Chiesa per riprendere con più forza il tema della pace condividendo il dibattito sulla liberazione in una prospettiva laica, lontana da quella <<ideologia cattolica>> ormai del tutto superata.

Questo profondo mutamento di prospettiva lo portava alla genesi della tematica dell’uomo planetario alla metà degli anni Ottanta. Significative alcune lettere scambiate con una carmelitana francese:

Io vivo, come anche lei, una duplice appartenenza alla Chiesa (…) di oggi e di domani. Nella Chiesa di domani, per la quale io lavoro oggi, i ministeri saranno  distribuiti dalla comunità in modo multiforme, senza più il monopolio del prete, e saranno distribuiti anche alle donne. Essi non saranno più funzioni sacrali, ma servizi in vista del Regno

 

Avrebbe voluto favorire una<<svolta antropologica>> ispirandosi a teologi europei come Rahner, Ernst Bloch, Moltmann e Metz, come illustra Giovannoni, che lo confermavano che la liberazione dell’uomo dalla morte era strettamente connessa con la lotta contro le strutture di morte e di sopraffazione.

Nei primi anni Settanta nel volume Vietnam collera di Dio definiva quella guerra il  <<caso di coscienza più decisivo di quest’ultimo decennio>> voleva così esprimere la sua sofferta partecipazione, come membro della delegazione italiana, alla terza sessione del Tribunale Russel. Molto ampia l’analisi di Giovannoni sul dibattito relativo a violenza e non violenza che caratterizzava gli anni Settanta così come il dibattito politico internazionale sottolineando il rilievo del Rapporto Nord Sud di Brandt. L’impegno per la pace veniva messo allora <<al primo posto>>, di fronte al rischio di una distruzione dell’umanità; Balducci approfondiva rapporti con associazioni cattoliche e laiche e venivano organizzati i convegni <<Se vuoi la pace prepara la pace>> nei primi anni Ottanta, che raccoglievano molte adesioni.

Bruna Bocchini

 

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